20 Settembre 2017




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FONDAZIONE PITSCH
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La nostra storia 

La Fondazione Pitsch ha origini molto antiche.

Si vuole che Mainardo II di Tirolo/Gorizia e la sua consorte Elisabetta nel 1271 donassero al Comune di Merano il vecchio Ospedale - Casa per gli ammalati e la chiesa di S. Spirito. Nel 1419 l’ospedale e la chiesa furono interamente distrutti dal torrente Passirio. Grazie all’intervento del Duca Sigismondo e di diversi altri benefattori, nel 1483, è sorto ex novo il vecchio Ospedale con la Chiesa di S. Spirito nella sua forma attuale. Per molti anni l’edificio servì contemporaneamente da Ospedale e da Casa di ricovero, fino a che non fu costruito in altro luogo l’Ospedale Civico. Dal 1905 il fabbricato era diventato esclusivamente Casa di ricovero ed era destinato a mantenere i poveri di Merano che, per vecchiaia ed infermità, erano incapaci di procurarsi il sostentamento e che non avevano parenti obbligati o in grado di farlo.

 


Fin dal 1369 esisteva dietro la Chiesa di Maia una Casa per Ammalati (Domus infirmorum vel leprosorum in Maia Bassa).

La costituzione di un vero fondo per poveri però fu iniziata soltanto verso la metà del secolo XVIII con una fondazione costituita da Guglielmo Hohen­hauser, nobile dei Tierberg, il quale in occasione della celebrazione di una messa ordinò la distribuzione periodica di importi in denaro ai poveri di Maia Alta e di Maia Bassa.
Successivamente diversi benefattori, tra i quali in particolare Maria ed Urbano Pitsch, disposero lasciti a favore dei poveri.
A partire 1840 i Comuni di Maia Alta e di Maia Bassa possedevano una propria Casa dei poveri incapaci al lavoro. Questa Casa di ricovero, detta Das Haus an der Ache, in comproprietà dei due Comuni, era destinata per ambedue come Casa di ricovero. In seguito però quel fabbricato fu venduto e sostituito con la Casa di ricovero che esisteva vicino alla Chiesa di S. Spirito che, come l’anteriore, fu proprietà dei due suddetti Comuni fino alla loro incorporazione nel Comune di Merano negli anni ‘20 del secolo XX. Anche questo fabbricato fu in seguito abbattuto; tutti gli ospiti vennero trasferiti nella Casa di ricovero di Maia Bassa ancora esistente.

Non esistono vecchi statuti trovandosi solo, fra gli antichi atti, un contratto che determinava i patti fra il Comune e l’Ordine delle Suore di Carità al quale era affidata la gestione delle strutture. Fin dal primo momento in cui la Congregazione di Carità di Merano assunse l’amministrazione delle Case di ricovero, avendo queste una identicità di fine e di competenze, convenne l’unificazione dell’intero patrimonio, degli statuti e della gestione delle due case. Poiché tuttavia le rendite patrimoniali, comprensivi anche delle rendite del denaro investito, ed i ricavi provenienti dai ricoverati, dalle oblazioni varie e dagli altri introiti erano di gran lunga insufficienti al fabbisogno annuo delle Case di ricovero, ogni anno il Comune di Merano assegnò alle Case di ricovero ingenti contributi.

In seguito la Congregazione di Carità venne sostituita dall’Ente Comunale di Assistenza (ECA) dal quale, con regio decreto del 22.06.1939, venne decretato il decentramento delle tre distinte IPAB che vennero raggruppate in un’unica amministrazione.

 

Durante e dopo il periodo bellico questa O.P. trasse cospicue entrate dall’ingente patrimonio fondiario consistente in molti terreni coltivati e nei fabbricati di tipo civile e rurale della tenuta agricola Doblhof nei pressi dell’Ospedale Civile, ottenuta in permuta dal Comune di Merano all’inizio del secolo in cambio dei terreni siti nelle vicinanze della Chiesa di S. Spirito e del fabbricato attiguo alla chiesa. La Casa di ricovero coltivava inoltre molti altri terreni intestati tavolarmente all’Ente Spitalfond; tanti di questi durante gli anni ‘50 vennero venduti a diversi privati per il finanziamento dell’ampliamento della Casa di ricovero di via Palade.

Negli anni ’90, a cura del Comune di Merano, la Casa di ricovero di via Palade è stata ristrutturata ed ampliata di una grande ala che ospita un reparto di lungodegenza. Durante questo decennio la gestione della Casa di riposo era spostata in un albergo a Maia Alta.


Dal 1999 l’IPAB gestisce, oltre al Soggiorno per anziani di via Palade (107 letti, a partire dal 2000), sulla base di contratti di comodato con il Comune di Merano, il Centro di lungodegenza S. Antonio di via Cavour ristrutturato e preso in gestione passo per passo (oggi 76 letti, proprietà della Provincia Autonoma di Bolzano) e la piccola Casa di riposo Villa Petersburg in via Schaffer (22 letti).

Con i ricavi dalla vendita dei pochi terreni rimasti in proprietà, l’IPAB nell’anno 1995 ha acquistato, nel centro storico di Merano, l’ex albergo Seisenegg con il parco annesso, dove a partire dal 2003 ha costruito un complesso che dal maggio 2006 ospita 35 alloggi protetti per anziani autosufficienti.

 

 

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